Vi aspettiamo numerosi.
mercoledì 26 novembre 2008
La Voce del Ribelle a Cremona
Vi aspettiamo numerosi.
giovedì 16 ottobre 2008
Alitalia: una "piccola storia ignobile"
venerdì 12 settembre 2008
Nasce "La Voce del Ribelle"
giovedì 15 maggio 2008
Nucleare: ecco cosa ci aspetta
Mentre in questi giorni si inseguono voci preoccupanti (va detto, ogni volta prontamente smentite dal vigile sindaco del paese) circa una possibile, futura riapertura della centrale nucleare di Caorso, MZ Cremona propone un interessante articolo di Marco Ghisolfi sui rischi sanitari, evidenziati da un recente studio dell'Università di Meinz, legati all'attività degli impianti nucleari.
Forse ancora ebbri per i festeggiamenti infiniti del 25 aprile, pochi ricordano cosa successe, il giorno successivo, esattamente 22 anni fa: il più grande incidente nucleare della storia. Infatti il 26 aprile 1986 , durante un esperimento, gli operatori della centrale di Chernobyl persero il controllo del reattore che esplose emettendo una quantità gigantesca di riadioattività che nei giorni immediatamente successivi al disastro contaminò mezza Europa. In Italia lo spavento fu tale che grazie ad un referendum fu vietata la custruzione di nuove centrali nucleari sul suolo italiano. Passata la paura, sembra che oggi la lobby nucleare stia rialzando la testa. Innanzitutto i rappresentanti del nuovo governo non hanno escluso investimenti e ricerca in questo settore energetico. Per fare due sempi concreti che illustrino la situazione, la Edison, il 13 marzo, ha pubblicizzato un prorprio studio che prevede la costruziuone di 5 o 10 centrali nucleari entro il 2019, poi è stata fatta circolare una mappa di 10 siti ritenuti adatti ad ospitarle; infine la A2A milanese-bresciana ha comunicato di aver affidato a 5 università milanesi una studio che
suggerisca al governo modi e tempi per il ritorno dell'Italia al nucleare. Mentre i media italiani affilano le armi per un prossimo dibattito filonucleare, ecco che dalla Germania giunge nel più completo silenzio uno studio dell'Università di Meinz, pubblicato lo scorso dicembre sullo "European Journal of Cancer", che dimostra che i bambini che vivono in un raggio di 5 km da un impianto nucleare corrono un rischio più elevato di contrarre precoci e gravissime forme di cancro. I ricercatori di Meinz si sono concentrati, in particolare, sull'area attigua alla centrale nucleare di Krummel, dove è stato rilevato un eccezionale incremento delle leucemie, tanto infantili, quanto negli adulti. Uno studio applicato anche a tutte le altre 16 centrali atomiche tedesche e che ha dato i medesimi risultati ( incidenza di leucemia: 37 casi su 16 attesi).
Di fronte a questi risultati è confermato ancora una volta che anche le basse dosi di radiazioni che fuoriescono dagli impianti nucleari durante il loro normale funzionamento sono comunque percolose e nocive. Mentre sono incontestati i danni alla salute umana provocati da un incidente in una centrale nucleare, il normale esercizio di un impianto nucleare è considerarato innocuo. Un mito da sfatare, aspettando che anche in Italia venga aperto un dossier sulle conseguenze delle "basse dosi di radiazioni". Si profila una nuova battaglia anti-nucleare. Non facciamoci trovare impreparati.
Marco Ghisolfi
lunedì 21 aprile 2008
Aperto il tesseramento di MZ
Chiunque sia interessato è pregato di contattarci all'indirizzo mail info@movimentozero.org
mercoledì 16 aprile 2008
Ce lo meritiamo
L’ondata di astensionismo che avrebbe dovuto travolgere tutto e tutti si è rivelata un allarme evidentemente infondato, che non ha mosso una foglia. Un'occasione fallita. Ancora una volta ha trionfato la pigrizia e la passività nel non volere dare un segnale forte in favore del cambiamento. Gli italiani hanno voluto ridare fiducia in massa alle solite facce, alle solite squallide figure che li hanno ridotti con le pezze al culo. Il grido d’indignazione che avrebbe dovuto assordare le orecchie dei nostri “rappresentanti” non si è sentito. Tutti conoscono il marciume che infesta la politica e la crisi strutturale della cosiddetta democrazia rappresentativa, ma come se niente fosse tutti questi falsi indignati legittimano ancora una volta questo stato di cose con il loro voto-farsa. Un popolo di servi che critica il sistema , ma poi quando ha l’occasione non ha il coraggio di opporvisi. C’è una mentalità diffusa, purtroppo dominante, che considera il rito del voto come il punto di massima libertà e partecipazione per un paese democratico, e addita i pochi astensionisti come un manipolo di reietti ed eversori costituzionali. Una mentalità che sempre trionfa.
Non sono i Veltroni o i Berlusconi che possono cambiare le cose. Da abbattere c’è l’intero sistema, marcio fino al midollo, non semplicemente raddrizzare qualche stortura con una continua rotazione dei soliti noti. Per il momento non possiamo che tenerceli e vediamo se tutto sommato qualche favore o briciola di benessere ce la danno.
Agli italiani questo basta e avanza.
Marco Ghisolfi
martedì 8 aprile 2008
TIBET LIBERO!
Se gli Stati Uniti avessero invaso il Messico. Se la Francia avesse occupato l'Algeria. Se l'Australia avesse dichiarato guerra alla Papua Nuova Guinea. Se il Giappone avesse annesso la Manciuria. Se l'Italia tornasse di nuovo in Libia con le cannoniere.Se tutto questo fosse successo nell'anno delle Olimpiadi negli Stati Uniti, in Francia, in Australia, in Giappone, in Italia. Le Olimpiadi si sarebbero tenute lo stesso in questi Paesi? In nome di cosa? Del WTO? Della globalizzazione? Del consumismo?
Il Governo italiano ha calato i pantaloni alla marinara di D'Alema (nessuno pensava che avrebbe fatto diversamente).
L'umanità ha un debito enorme nei confronti del Tibet, della sua cultura, dei suoi abitanti. Lo ha lasciato solo per quasi sessant'anni in nome della realpolitik. Un comportamento semplice da capire. Se sei grosso puoi invadere, distruggere, sterminare. Se sei piccolo e hai il petrolio, allora sono c...i tuoi. Cecenia docet. Iraq ridocet.
Il blog lancia oggi una petizione al segretario dell'Onu per un Tibet libero.
Inviate il messaggio:
"Free Tibet. Stop to the China Olympic Games"
al segretario delle Nazioni Unite e diffondete l'iniziativa.
La ruota del samsara vi premierà.
Ben consapevoli del carattere velleitario di una simile azione abbiamo comunque deciso di sponsorizzare la petizione del sito di Beppe Grillo. Nessuna organizzazione internazionale nè governo occidentale si esporrà mai per boicottare le Olimpiadi di Pechino 2008, perchè l'opportunismo di sempre suggerisce loro la via del silenzio e della complicità. Se non altro, è consolatorio pensare che, qualunque vergognosa connivenza i nostri governi decidano di portare avanti, lo faranno consapevoli del dissenso di centiaia di migliaia di cittadini.
Sottoscrivere la petizione è un piccolo atto dovuto, ma non illudiamoci che questo cambi qualcosa... se non per noi stessi.
